CMDBuild è un software open source per la gestione della configurazione (CMDB - Configuration and Management DataBase). L’obiettivo è quello di fornire supporto per la gestione degli asset informatici all’interno dell’ente, al fine di poterne conoscere in ogni istante composizione, dislocazione, uso e aggiornamento. Il sistema è in grado di gestire risorse hardware, software, servizi, documenti, etc. inoltre, mette a disposizione delle interfacce per sistemi di Help Desk (Double Choco Latte), Automatic Inventory (OCS Inventory NG), motore di Workflow (Enhydra Shark) e Gestione Documentale (Alfresco).
Oltre ad essere interessante per le funzionalità offerte, e per la possibilità di poter diminuire i costi e allo stesso tempo migliorare la qualità dei servizi offerti dall’ente, lo è ancor più per i seguenti motivi:
Il Comune di Udine ha inserito all’interno della nostra Vetrina il caso di studio relativo a CMDBuild
Sulla modalità di sviluppo collaborativo, in particolare, ci soffermiamo con il dott. Scaramuzzi del Servizio Sistemi Informativi e Telematici del Comune di Udine.
Dott. Scaramuzzi, anzitutto come è nata l’idea di uno sviluppo che vede il coinvolgimento diretto dell’ente con i fornitori?
L’idea di mettere a disposizione i risultati progettuali ottenuti nell’ambito del progetto ITIL alla comunità FLOSS, risale al momento della progettazione del repository CMDB, iniziata nel corso del 2005. Le numerose esperienze d’uso su prodotti rilasciati con licenze open source già effettuate su componenti infrastrutturali e sistemi centralizzati (es. Apache, Samba, etc), ci avevano convinto che un modello di sviluppo software per la pubblica amministrazione che prevedesse uno sviluppo cooperativo nel quale la definizione degli obiettivi attesi fosse responsabilità dell’Ente e che la realizzazione ed il mantenimento di quanto prodotto fosse compito del fornitore, potesse essere perseguibile in una logica win-win per entrambi i soggetti coinvolti nel progetto. La particolare tipologia di licenza software adottata sin dall’origine (GPL) e la qualità della realizzazione software hanno fatto il resto: ad oggi sono numerose le esperienze di adozione di CMDBuild presso altre Amministrazioni ed aziende private che hanno innescato sviluppi software migliorativi in termini di funzionalità ed usabilità di CMDBuild i quali costituiscono patrimonio comune per tutti gli utilizzatori. Prerogativa importante che ci siamo assunti come Ente committente è quella di mantenere un controllo di tipo generale sulla roadmap di sviluppo del prodotto e su alcune scelte di impostazione strategica, comunque in stretto collegamento con la società che funge da mantainer di CMDBuild.
Quali particolari vantaggi avete riscontrato con tale approccio?
I vantaggi sono quelli ottenuti dall’adozione del modello sopra illustrato: tutto quanto è stato sviluppato è stato ottenuto in una logica di investimenti ripartiti tra i diversi soggetti pubblici e privati che sinora hanno contribuito oppure contribuiscono al continuo miglioramento del prodotto, anche se la partenza è stata ovviamente un investimento iniziale sostenuto dal Comune. In questo modo l’Amministrazione ha utilizzato e continuerà ad utilizzare i risultati a disposizione della collettività.
Ci sono state difficoltà nella gestione di tale processo? Se sì, quali?
Forse le prime difficoltà iniziano ora, in quanto è a parer mio opportuno che intorno al prodotto software CMDBuild nasca una vera e propria community organizzata secondo lo stile del modello FLOSS, avente attori e ruoli ben definiti e riconosciuti. Il grado di maturità ormai raggiunto dal prodotto e la numerosità dei soggetti che sempre più spesso lo utilizzano in un ambiente di produzione e non solo di test, mi fanno pensare che i tempi siano effettivamente maturi per il salto di qualità.