Tra i fenomeni significativi legati allo sviluppo dell' ICT sta assumendo particolare rilievo quello che va sotto il nome di Software Open Source (OSS: open source software): qualsiasi sistema di gestione delle informazioni e delle comunicazioni che consente la disponibilità del codice sorgente. Per molti anni ha avuto una diffusione limitata soprattutto agli sviluppatori, alle università e agli enti di ricerca. In seguito, con la nascita di numerose aziende distributrici di sofftware a codice sorgente aperto, il modello open source si é diffuso in diversi paesi del mondo; e continua ad assumere un ruolo sempre più significativo nelle architetture dei sistemi informativi.
La rilevanza internazionale assunta dal fenomeno ha indotto il MIT a promuovere uno studio sul software a codice sorgente aperto al fine di consentire una corretta valutazione delle possibilità d’utilizzo nella PA. La distribuzione ed evoluzione del software OS può infatti determinare una serie di vantaggi in termini di contenimento dei prezzi, trasparenza e sicurezza, non dipendenza da un unico fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le piccole realtà di sviluppo.
Il Cnipa, in attuazione della Direttiva del Ministro per l'innovazione e le tecnologie del 19 dicembre 2003 (G.U. 7 febbraio 2004, n. 31), ha costituito l'Osservatorio Open Source.
L'Osservatorio Open Source svolge un’importante funzione di catalizzatore delle "best practice" e della conoscenza in materia di open source.
I modelli e le problematiche introdotte dall’adozione di software open source necessitano un’adeguata e corretta comprensione e diffusione della materia per favorirne ritorni positivi. Le infrastrutture e l’organizzazione dell'Osservatorio favoriscono l’accentramento di conoscenze ed esperienze e la diffusione del know-how nella pubblica amministrazione, grazie anche alla promozione di processi di valutazione e comparazione di software. Gli obiettivi perseguiti dall'Osservatorio non solo sono allineati a quelli dei principali paesi europei (esistono già nell’Unione europea dei centri di competenza o delle organizzazioni assimilabili all'Osservatorio del Cnipa), ma rientrano tra le iniziative auspicate dal programma UE IDABC (Interoperable delivery of european eGovernment services to Public Adminstrations, Businesses and Citizens).
In sintesi le principali attività dell'Osservatorio:
L'Osservatorio si configura non solo come distributore, ma soprattutto come punto di riferimento e collettore di contributi della comunità – alla stregua di quanto già realizzato in numerosi paesi membri dell'Unione Europea.
Allo scopo di esaminare gli aspetti tecnici, economici ed organizzativi legati all’utilizzo dell’open source nella PA, con Decreto Ministerialeo del 31 ottobre 2002, è stata istituita la “Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione”. L’attività della Commissione si è sviluppata attraverso una serie di audizioni effettuate con associazioni di categoria, operatori pubblici e privati del settore ed esperti della materia. Il lavoro della Commissione ha portato alla pubblicazione dell’"Indagine conoscitiva sul software open source" che - accanto ad un quadro generale che sintetizza le informazioni raccolte sui principali prodotti OS presenti sul mercato e le politiche adottate nei principali paesi industrializzati - contiene alcune proposte concrete per favorire la diffusione del software open source nella PA italiana. In sintesi le proposte sono:
La possibiltà di acquisizione ed utilizzo di programmi informatici "open source" viene sancita con la pubblicazione della Direttiva del 19 dicembre 2003 "Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle PA" (G.U. 7 febbraio 2004, n. 31). Intende fornire alle PA indicazioni e criteri tecnici e operativi per gestire più efficacemente il processo di predisposizione o di acquisizione di programmi informatici. Nella scelta delle soluzioni informatiche disponibili sul mercato le PA dovranno seguire criteri che sono dettati dalle loro specifiche esigenze, ma anche da altri elementi quali:
La Direttiva invita espressamente le PA a tener conto dell’offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici in modalità "open source", ovvero applicazioni il cui codice sorgente può essere liberamente studiato, copiato, modificato e ridistribuito, una nuova opportunità tra le possibili soluzioni che rafforza e amplia il quadro di equilibrio e di aperta competizione. Le amministrazioni dovranno poter "acquisire la proprietà" dei programmi informatici sviluppati per loro dalle imprese fornitrici attraverso idonee clausole contrattuali, e poter "trasferire la titolarità delle licenze d’uso" ad altre amministrazioni senza oneri aggiuntivi. Dovrà infine essere prevista, ove possibile, in apposite clausole la possibilità di "consentire il riuso" dei programmi sviluppati anche su altre piattaforme.
E' stato istituito nel febbraio 2004. Ha operato da febbraio a luglio 2004 conducendo, tra l’altro, incontri con esperti del settori, audizioni e scambi di esperienze anche con controparti di paesi europei. Ha lavorato secondo i seguenti obiettivi:
Il documento finale (PDF e RTF) illustra i risultati delle attività del gruppo e le sue proposte ed è articolato in 5 capitoli: